"Non temere di avanzare lentamente. Temi soltanto di fermarti".
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Perchè ho aspettato tanto tempo a leggere Revolutionary Road?
Il tempo è volato, sembra ieri che ho spento il pc e invece sono già tornata nel cubo di vetro da due giorni, senza che nulla sia cambiato, nonostante tutti i buoni propositi formulati in vacanza e la ricerca di motivazione e di ricarica, che credevo di aver recuperato. Invece no.
Penso di soffrire della sindrome del ... mal di Sicilia. Ogni volta che devo lasciare questa splendida isola mi viene il magone, e anche in questi giorni, guardando le fotografie, ho un groppo in gola. Il mio desiderio di rimanere lì era talmente forte che il ritardo di 4 ore e 20 della nostra compagnia di bandiera non mi ha urtato più del necessario, anzi, quasi per nulla, pur di restare ancora un po'...
Quest'anno è stata la volta del ragusano e del siracusano. Da restare a bozza aperta: Ragusa, Ragusa Ibla, Marina di Modica, Noto, Siracusa, Portopalo e Capo Passero, l'Oasi di Vendicari, le spiagge selvagge e lunghissime, il mare meraviglioso, il barocco, il tufo della Valle di Noto, i mosaici della Villa Romana del Tellaro, la meravigliosa Siracusa, dove sono riuscita ad emozionarmi osservando il meraviglioso spettacolo del tramonto dall'Ortigia, il teatro greco e l'orecchio di Dioniso, le grigliate di pesce, i fritti misti, le granite di gelso, mandorla, limone e caffè con la brioche per colazione, merenda, dopo cena, in qualunque momento. E poi tante persone simpatiche, aperte, piene di iniziativa, tanti giovani propositivi, tante chiacchiere, tante facce, tante risate, tanti scambi.
Profumi, colori, sapori, emozioni, e tanto altro, qualcosa di molto profondo, un collegamento con me stessa che solo al mare, e in particolare in "quel" mare ho ritrovato (o scoperto veramente) e mi ha fatto pensare, mi ha cambiato e pretende urgenti modifiche nella mia vita.